La nostra libertà in mano agli invasori

L'EUROPA IN MANO AGLI ISLAMICI

Già le religioni mi stanno sul gozzo, quella musulmana mi fa addirittura ribrezzo.

Bisogna ricordare che ci sono differenze gigantesche tra cristianesimo e islam. Dalla Pace di Vestfalia nel 17° secolo, l'Europa ha intrapreso un processo di continua laicizzazione, mettendo da parte la visione teologica. Questo trattato ha ridimensionato l'influenza esclusiva della Chiesa cattolica romana, aprendo la strada alla sovranità nazionale, all'indebolimento dell'autorità religiosa e allo sviluppo del diritto internazionale. Al contrario, nel mondo islamico, i conflitti tra wahhabiti, sunniti e sciiti, pur presenti, sono stati meno distruttivi e non hanno mai avviato un processo di laicizzazione.

La principale differenza è di tipo giuridico. Il cristianesimo si sovrappone alla cultura romana e non ne conquista mai il diritto, il sistema giuridico. Il diritto canonico è un diritto interno alla Chiesa, mentre il diritto della società europea è sempre stato, nel suo impianto, il diritto romano e, quindi, un diritto autonomo. Invece, il diritto islamico si deve sempre fondare e ricondurre al suo diritto religioso. All'interno dell'islam, il confine tra reato e peccato è quasi inesistente.

Le società laiche e democratiche separano nettamente lo Stato dalla religione e si fondano sulla volontà del popolo, mentre le società teocratiche si fondano sul principio della volontà di Dio e della sottomissione a Dio e, in quanto tali, sono per natura intolleranti e non accettano eterodossie.

Cretino e povero illuso è chi crede di poter pacificare un'ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica.

In vari quartieri della Francia, del Belgio e del resto d'Europa, le comunità di immigrati musulmani sono sparse ovunque e sono tutte «non integrate». In India, ad esempio, dopo più di 1000 anni, i tantissimi di loro restano islamici e nemici degli indù.

È sotto gli occhi di tutti che gli invasori all'interno dell'Europa penetrano fin dentro le amministrazioni (Inghilterra e Francia in primis). In questi paesi, ci sono già stati predicatori che, di fronte alle telecamere, senza troppe remore, dichiarano di non credere nella libertà e nella democrazia e di credere che la sovranità appartenga a Dio. Lo stiamo vedendo anche in Italia, dove molti profeti, tra cui l'imam di Bologna Zulfiqar Khan, inneggia al jihad e si dichiara estremista islamico perché questo vuol dire "seguire i fondamenti".

Oltre a questo, non dimentichiamoci la loro pretesa del Ramadan in Italia. Nessuno ha il diritto di ledere i diritti costituzionali altrui nel giorno in cui ricorre una festività religiosa che non è neppure quella che appartiene alla tradizione dello Stato e del popolo ospitanti. Noi non ci stiamo. La nostra religione non è islamica, noi non festeggiamo il Ramadan, noi non riconosciamo le leggi coraniche, noi non ci rispecchiamo nei principi e nei valori dell'Islam, non siamo a favore del velo, dell'infibulazione, del matrimonio precoce e potrei continuare. Dunque per quale dannato motivo dobbiamo restare in casa l'ultimo dì del Ramadan? È uno scherzo?

Lo stereotipo del migrante, meglio se musulmano, sempre vittima dell'italiano, dell'uomo bianco, del fascista, che nega i suoi diritti e lo perseguita, è totalmente falso. Nessuno proibisce a questa gente di osservare le proprie leggi e i propri usi, ci mancherebbe altro. Tuttavia, lo facesse senza intaccare le nostre esistenze e il nostro vivere quotidiano, senza imporli anche a noi.

Un'Europa che consente questo e dispensa cittadinanze a chi non condivide i valori europei, anzi li vuole soppiantare, non ha futuro. Per alcuni è già troppo tardi.

- Giovanni Serretiello.

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